anima ferita

La mia vita è una città dopo la guerra

case distrutte

macerie fumanti

corpi e futuro inceneriti.

La mia vita è un campo di croci bianche

una per ogni speranza

per ogni amore bruciato

alla luce abbacinante

di una bomba esplosa.

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  1. Sole d'autunno on

    Macerie.
    oppure
    Quello che resta.

  2. Sole d'autunno on

    Ops.. mi era scappato l’”invio”.
    Molto bella, dyo… mi ricorda vagamente una poesia di Pascoli (o era Ungaretti?).
    Vaghe, vaghissime riminescenze scolastiche.
    Un abbraccio e complimenti!

  3. Blue on

    Vita
    d’anima ferita…

    un bacio

  4. Dyo on

    Grazie davvero, Sole. E’ vero che fanno cadere le braccia, però. :s

    Grazie Blue. Un bacio a te.

  5. 60gandalf on

    “Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro
    Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto
    Ma nel cuore nessuna croce manca
    È il mio cuore il paese più straziato”

    San Martino – Ungaretti

  6. Violetta on

    Te la devo proprio far vedere, l’immagine del cervello post colpo di pistola. Ce ne vorrebbe una del cuore, lo so, ma non l’ho ancora trovata. Comunque…”Cenere”? Abbraccio.

  7. Dyo on

    Gan, voglio diventare una “poetessa” vera… :)

    Fammela vedere, Violetta, tanto non mi impressiona niente. Il cuore? Lo cerco su Google immagini. :|

  8. 60gandalf on

    ?? l mio commento era in risposta a sole, una volta tanto non voleva essere altro!! ahah

    e se la intitolassi “la quiete dopo la tempesta”??? ;-) )
    so già che risponderai che sei tutt’altro che in quiete, che ti senti una solitaria sopravvissuta, ma la guerra ha risparmiato tante altre vite…. un abbracio

  9. Dyo on

    “La quiete dopo la tempesta”?
    temo non sarebbe originale.

  10. 60gandalf on

    in effetti mi richiama alla mente qualcosa…
    ;-) )

  11. VioletT9 on

    Stasera prenderei volentieri in prestito questa poesia, Ni*ta cara.

  12. Dyo on

    Gan: :p

    Che c’è, bimba col cappellino a punta?

  13. VioletT9 on

    Mi sa che è giunto il momento di cambiare, di buttare tutto dalla finestra e ricominciare altrove. Ecco tutto, Ni*ta cara. Il cappellino a punta lo lascio per te, per adesso. Un abbraccio.

  14. ni*ta on

    Ed io me lo prendo, Violetta. :’(

  15. smokingdays on

    E’ naturale pensare a Ungaretti. Al di là delle comuni croci, comuni a te, a Ungaretti e a tanti altri di noi, mi piace Dyo.

  16. Dyo on

    Grazie, SD: purtroppo della distesa di croci non si può fare a meno.


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