Archivio per Maggio 2008|pagina archivio mensile
l’attesa
C’è qualcosa di terribile e innaturale
nel nostro sopravvivere
cambiando aspetto
nonostante l’immutabilità del sole e delle stagioni.
Eterno dilemma
che mi percuote dentro
quando guardo me stessa bambina
girare in tondo
più piccola della mia piccola bici
dove ancora oggi
passati decenni come candele consunte
calpesto lo stesso suolo
e accarezzo le stesse fronde.
C’è qualcosa di innaturale
di profondamente perverso
nella vita che vede scorrere la vita
assistendo
muta
allo spettacolo dell’attesa.
anima ferita
La mia vita è una città dopo la guerra
case distrutte
macerie fumanti
corpi e futuro inceneriti.
La mia vita è un campo di croci bianche
una per ogni speranza
per ogni amore bruciato
alla luce abbacinante
di una bomba esplosa.
deserto di mare
Ho rivisto il mare
-miracolo probabile-
io
vittima del dare tutto per scontato.
Ho toccato il mare
fresca trasparenza
mare di sempre
mare di mai
mare sognato per due che erano uno
mare di mani che non si sfioreranno più.
Lo guardo
si increspa sotto il sole
pare mi parli
mi dica che gli assomiglio
stessa indifferenza
stessa faticosa dignità.
come una giostra
Provo a comunicare
tu non comunichi
lui comunica ma non serve a niente.
Giriamo su questa giostra assurda
ci guardiamo in faccia
e non sembriamo diversi
da Biancaneve
dal cavallo bianco
dalla seicento di cartongesso color argento.
Girando per ore ed ore
istupiditi dalla forza centrifuga
che ci tiene incollati al nostro posto
passiamo in rassegna
in ordine di tempo
abbandoni
rivelazioni traumatiche
perdite
storie passeggere.
E ci perdiamo nel progetto
di una costruzione azzardata
sulla nostra anima fragile.
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