Archivio per Novembre 2007|pagina archivio mensile

le mie cavità

Mi son fatta minuscola

ginocchia sotto il mento

e aspetto che le note magiche

diluite nel liquor della tristezza

entrino fluendo dentro me

e pervadano ogni fibra

e concavità accogliente

perché è accoglienza che mi chiedono

è accettazione

dell’eventualità che possano ferirmi

maltrattarmi

colpirmi al cuore.

Ma è previsto

è naturale

è vita.

sono stata Dio

Di anno in anno

scavando nella terra comune della memoria

raspando come cani disperati

in cerca di avanzi

di stracci da utilizzare

di stracci consunti

eterni

vivi più di noi

di noi che eravamo uguali e diversi

di anno in anno

perdiamo un pezzo d’anima

noi stessi

e ammassiamo ricordi

li stipiamo

merce obsoleta

ferri arrugginiti

piatti sporchi

incrostati di perfette imitazioni di amore

e benevolenza made in china.

Ciarpame.

Iside

Sono mia figlia

mia madre

l’amica e la spina nel fianco.

Autarchia assoluta

sperata

voluta

conquistata a morsi.

Destinata a me prima di me.

Che fare?

Scavare fra i resti

di scarni “ti amo”

parole al vento

parole

appunto

oppure piegare la vita all’ovvio

piagarla

e pagarla.


hopeless

Parlando dell’amore

al tempo delle storie possibili

mi accorgo di averlo sognato

ma credevo di vivere con gli occhi aperti.

Ho sognato un lungo film

chiusa in un’auto sotto il sole di maggio

quando aspettavo il mio bambino fuori di scuola.

E parlavo

e credevo

e crescevo.