interruttore

Alternata

intermittente

torna la voglia di te

di risentire la tua voce

- la tua che era anche la mia-

al tempo delle illusioni facili

delle convinzioni assurde

infantili.

- Come hai potuto pensarlo?-

- Come ho potuto sperare?-

Eppure eravamo sani

sani solidi

sani solidi disincanti.

La punta del coltello che mi hai piantato dentro

fa ancora molto male.

- Che cosa credevi?-

Ero fatta di carne e sangue

son fatta di carne sangue e testa.

Non posso odiarti

lo vorrei più di ogni altra cosa

ma non so farlo.

E allora mi son seduta sulla sponda del fiume

arida e solitaria

ad aspettare il passaggio

del tuo metaforico cadavere.

Spero accada.

Dammi quest’ultimo scopo.

Permettimi di vederti vinto

ferito

sanguinante.

Eri il signore del mio cuore

la stazione di servizio

che erogava benzina d’amore.

Adesso c’è crisi, sai?

I miei giorni hanno ripreso a snocciolare se stessi

come grani di rosario

uno via l’altro.

La facciata

integra

mostra la sua falsità

a beneficio della massa amorfa

che non amo

che non mi ama.

Ma tu sei lì

lì dov’eri

dove sei sempre stato.

non ci sono commenti

  1. scorpio79 on

    “Amore ed odio”, due sentimenti opposti che qui si contrastano ripetutamente. Ciao Rubens

  2. rosasophia on

    un abbraccio immenso cara amica ,ti voglio bene

  3. ni*ta on

    Qui si contrastano ripetutamente perchè è stata la storia più bella ed intensa della mia vita, Rubens. Ovviamente è finita malissimo. :-|

    Barbara, ci hai fatti stare in pensiero. Stai bene?
    Ti abbraccio forte forte.

  4. ni*ta on

    Che poi, Rubens, più che odio è rabbia mista ad impotenza. Ma tant’è.

  5. scorpio79 on

    “Amore e rabbia mista ad impotenza”. Mah, suona meglio “Amore ed odio”, ma si può cambiare in “Amore e rassegnazione”. Anche così non suona male…
    Mi spiace per la tua storia finita male, so che non lo meritavi. Ma purtroppo la vita ci riserva alti e bassi (più bassi che alti a volte), e pur avendo alcuni anni meno di te qualcosa ne so. Purtroppo. Ciao Rubens

  6. ni*ta on

    Nessuno, in teoria, meriterebbe il male, Rubens. Ma succede.
    Immagino che anche tu ne sappia qualcosa: è la vita.
    Buona domenica.

  7. rosasophia on

    tutto ok amore sono tornata….ti voglio un gran bene

  8. ni*ta on

    E adesso non te ne vai più.
    Ok? :-) =

  9. Bleek on

    mmmm… “Pace e bene” ?

  10. ni*ta on

    Oppure “De profundis”?

  11. rosasophia on

    buona settimana cara,dolce e preziosisssima amica

  12. Davide on

    interruttore

  13. ni*ta on

    Buona settimana, amica Venerabile. Un bacio.:-)

    Non è male, Davide. Grazie.

  14. Bleek on

    Attenzione che questa storia del sedersi sulla sponda del fiume porta sempre guai (ma ci voleva una virgola da qualche parte?)…

  15. deyo on

    E’ vero, come minimo ti bagni l’orlo dei jeans…

  16. ni*ta on

    B&D: al massimo mi bagno l’orlo dei jeans. Al massimo. ;-)

  17. rosasophia on

    un bacio tesoro mio

  18. Marcello on

    Bellissima…i miei complimenti.
    La sento molto “mia” forse per il periodo che sto attraversando molte cose ritornano, sempre. Mentre vi bagnate in riva al fiume, c’è chi prepara un caffè…

  19. ni*ta on

    Un bacio, Barbi.

    Grazie, Marcello. Purtroppo sono sentimenti e sensazioni comuni a chiunque abbia sofferto per amore, ed aggiungo come una bestia. IL discorso del fiume è molto umano, va da sè che non vorrei mai il suo male, nè quello di altre. Però il dolore rimane…

    Ps: scusa, c’è una donna, seduta sulla riva del fiume, che sta aspettando che passi tu??? ;-)

  20. MuSiCTeRe on

    Ciao comprendo ciò ke scrivi..
    Davvero..
    In più comprendo la metafora del fiume perkè spesso io stessa vado vicino al fiume davvero a scrivere,pensare,suonare e cantare.
    Ho preso le decisioni più importanti della mia vita al fiume.
    E’un posto a cui sono particolarmente legata,si trova sotto casa mia.
    Gurdare l’acqua ke scorre è un po come la metafora della vita secondo me..
    Ke scorre..
    E porta via tutto.
    Compresi e soprattutto i dolori.
    Alcuni,quelli si trovano più a galla,li vediamo passare e allontanarsi,
    altri invece lo fanno in silenzio e di nascosto.
    E aggiungo,a volte per fortuna.
    Nonostante il dolore,la rassegnazione,la rabbia,l’indignazione e poi ancora la mancata voglia di rassegnazione,l’ira,la perdita di certezze e di stima nei confronti di ki amavamo di più,ci fanno male,ma sono tutte cose ke fanno parte di questa vita.
    Sono necessarie.
    Non le si può evitare.
    Ma un giorno per fortuna,ti svegli e vedi il sole splendere,ed anke se è solo per un minuto,sorridi e ti senti viva. :)

  21. ni*ta on

    Peccato che a volte gli anni passino quasi inutilmente, Musictere. Il fiume scorre, porta via tutto, ma non tutto quello che noi vorremmo. E questa, per me, è una grossa sconfitta.:-(
    Grazie.


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