sguardi di cera
Le facce e i personaggi
che mi scorrono lungo i fianchi
in quest’estate torrida
insopportabilmente calda per tutti
- non per me-
le facce dei personaggi
mi cedono palpiti
aliti di vita
sguardi
sguardi
sguardi che vedono
considerano
soppesano
sguardi che incrociano il mio
a volte vacuo
a volte attento.
E sono viva
contro le mie stesse previsioni
elucubrazioni di una veggente pazza
pazza e sola
- sola-
se nel cuore della notte non può chiamare
- chiamare l’altro -
ponte fra la realtà
e l’ovattata anestesia del nulla.
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Rubiamo al vecchio William un bel ” Much Ado About Nothing”…
No, no, no, Bleek: non se ne parla per niente.
Museo delle cere
Azz, Deyo: M.me Tussaud no? :-/
Non stavo scherzando. Strano, vero?
E’ la prima cosa che mi è venuta in mente:
caldo, silenzio ovattato, tu, sola tra tanti volti che ti guardano senza vederti, che chiami ma che non ti rispondono, unica persona viva tra tanti personaggi immobili.
Non c’era ironia nel mio titolo, stavolta.
E’ solo la prima immagine che mi si è formata in testa leggendo la poesia.
Pensavo stessi scherzando, Deyo, anche perchè, sulle mie “poesie”, sono la prima a ridere.
Grazie. A volte i titoli proposti offrono nuove chiavi di lettura. Fanno riflettere.
Certo che in ottobre, col freddo che arriva insidioso, mi parli di estate torrida e insopportabilmente calda per tutti…
La chiamerei “sguardi”, perché tutto ruota intorno al tuo sguardo che incrocia gli altri. Ciao Rubens
Ed eccolo
lui,
il migliore
l’ inimitabile
l’ anonimo più discusso e conteso in tutta la blogsfera.
Vengo solo per tirarmela un po’ quì sul tuo poco frequentato blog di poesie. Almeno non mi vede nessuno.
Sarà bene che chi dice “io” la finisca di chiamare
nel cuore della notte. Perché anche se “non può” lo fa. Lo fa tutte le notti. E poi chaimare chi?
Non farmelo dire che è meglio altrimenti divento volgare.
Mmmm… bella nonche ottima Nicoletta! E così ti guardano in spiaggia, e ti soppesano pure? Devono avere una bella bilancia! Quasi una pesa pubblica!
Scherzoooooooooooooooooooooo
Forse chi sa ti guarderei anch’ io. Sì… dopo qualche bottiglia di vino!
Scherzooooooooooooooooooooooooooooooooo
Sei una bella donna e lo sai, quindi forza.
Mi piace l’ acconciatura che porti nella foto del tuo blog,
ti dona.
Un bacio,
e un abbraccio “smettila di chiamare e di gridare nel vuoto e chiama e grida verso chi ti può rispondere!”
E’ che l’ho “scritta” d’estate, Rubens, e non potevo aspettare un anno, per togliermela di torno.
Ma che inaspettata sorpresa, Magicocentro.:-)
Sulla pesa ci siamo (ti pare che non ci avresti fatto la battutaccia?), forse ci siamo anche sul resto. Quello che non riesco a capire, davvero, è “chi chiama chi”. Io, di notte, se sono sveglia non chiamo nesssuno. Oramai nemmeno più con il pensiero…;-)
“museo delle cere”…
io però sto scherzando…
Uff… ma come mi stai diventando serioso Deyo…
Già, sono sempre in equilibrio precario tra “cortigiano” e “giullare”.
Dipende dal momento.
Mi sa che siamo più o meno tutti in equlibrio precario fra uno stato ed un altro, Deyo…:-/