ancora, sempre
Sono ancora qui
io
elemento disturbato dai rumori
che feriscono come vetri rotti
e i tagli sottili sanguinano
gocce di lacrime e anima
se l’anima è ciò che sento piangere e urlare
nelle cavità più grandi del mio corpo.
Voglio adesso una cuccia di silenzio
un rifugio isolato dal vento
dalle grida
dal male sbattuto sulle spalle come corda bagnata.
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Ti direi “Gocce dell’anima”, ma vedo che bene o male i titoli non sono mai così banali. Quindi ne scelgo un altro: “Viaggio solo andata” o “Viaggio senza ritorno”, a seconda di quale ti aggrada di più. Ciao Rubens
Essì: pagine gialle, comunque, è stata una scelta un po’ scherzosa. Grazie per i suggerimenti, Rubens.
Doposbronza
Genio!
Starsky & Hutch
ancora sempre
grazie, Davide.
Io direi: Rifugio. Perchè la tua poesia mi fa pensare alla ricerca di un rifugio, per l’anima e il corpo, se possibile
Si, Starsky & Hutch è un ottimo titolo…
altrimenti possiamo continuare sulla linea precedente con un bel “Pagine Utili”
ma anche ” Interni di monolocale sopra un officina”, sottotitolo “chi me l’ha fatto fare”
Analisi corretta, Marcello. Già.
Le cento masserie di Crispiano: che ne dici, Bleek?