Archivio per Settembre 2007|pagina archivio mensile

strategia per un ricordo

E il vento agita le cime dei pini

e le antenne

e frusta le case

che hanno costruito una barriera

fra i miei occhi e il mare.

Barriera annerita dal tempo

barriera contro il grande mago.

C’erano tutti

nessuno strappo all’anima collettiva

il resto era semplice ricamo strategico.

C’ero io

sguardo oscenamente colmo di futuro

quando il futuro era un’unghiata di cielo.

orbite ellittiche

Ecco

magari

il pensiero indecente

censurato

razionalmente distrutto

mentre scalo una vetrata

di sensi di colpa e giustificazioni

- il pensiero indecente -

rifà capolino

vestito di logori stracci.

E scava nel cuore

è un pensiero che si finge emozione

si finge ricordo

e brucia la vita

al suo passaggio veloce

- cometa a gennaio –

fata morgana

Che ne sa

la gente

dei miei abissi

del futuro che mi passa in testa

come una falce affilata

e chi mi guarda

e crede in me

e sente di potersi fidare

non sa

non conosce

non potrebbe immaginare

che le mie cavità corporee

sono antri senza luce

e cupo

del tuono

il rimbombo

le fa echeggiare

come stive di navi sommerse.

(a)simmetrie: ieri

Ieri è già domani

oggi non è

non ci sono – io -

oggi è un inutile avverbio

se osservo il telaio asimmetrico

della finestra a nord

e guardo il soffitto

e le pale girare

disciogliere la mia attenzione

come zucchero in un liquido caldo

in un vortice schiumoso

che mescola ricordi

sentimenti

afflati

- com’ero

- com’eravamo

adesso soldati in difesa

spalle contro la trincea

occhi fra le stelle.

Ma senza armi.

celebration

E intanto

questa litania di giorni

questa celebrazione di piccole

inutili liturgie

si snoda

si snocciola

ci tedia e ci rinfranca.

La vita scorre

panta rei

noi scorriamo con essa

illusi brandelli di umanità

a trama larga.

Chè il vento possa agitare

convinzioni

pensieri stantii

speranze segrete.

plasmare speranza

Adesso costruirai

ti costruiranno

mens sana

corpus sanus

sarai creta molle

e mani su di te

e dentro

a parte il cuore

chè quello è cosa tua.

Ti costruiranno.

Lasciali fare:

mi aspetto un miracolo.

giorgio

Il vento leggero

dove muoiono i ricordi di me

giovane e fresca

fiore sgargiante contro il sole di agosto

gioca con le foglie dell’eucalipto

fa tintinnare mille campanelle

fra voci e rumori di gente.

Guardavamo il cielo

le stelle immote

carne

sangue

speranza di vita.

Ridevi

ridevo:

il futuro era un gelato

ci credevi più di me

tirando su gli occhiali con un dito

ci hai creduto sempre

scuotendo i capelli biondi

lunghi.

Ridevi

la chitarra in una mano

e chissà a cosa hai pensato

se hai pensato

quando abbandonarono il tuo corpo morto

su un sentiero

fra gli alberi.

Ci ripenso sempre

ogni maledetta estate

ogni maledetto colpo di pedale

dov’era casa tua

e adesso chissà se è finita all’inferno.

Ci ripenso adesso che mio figlio ha gli anni che avevi

quando

all’improvviso

non sei stato più niente.

sinite pueros

Eterna eterni

bambini che fummo

al tempo dell’orizzonte visibile

la sera che il mondo bruciava

- per i bambini il mondo è dietro casa -

e si guardava il fumo bianco di notte

e l’odore dei pini incendiati

regalava adrenalina e isterica eccitazione

- i bambini sognano avventure memorabili -

Ore a guardare il teatro a distanza

temendo e sperando

ridendo nervosi per la ventura inaspettata

- i bambini non hanno il senso della morte -

Strano fantastico

lo scrigno della memoria:

tanta vita

stoccata in un niente.